Studium Personae anno IX n. 2/2018

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Direttore della rivista Studium Personae – Prof. don Leonardo Santorsola – direttore.studiumpersonae@issrmatera.it

Segreteria della rivista – segreteria.studiumpersonae@issrmatera.it

L’otto novembre dello scorso anno il professor Giuseppe Mari
tenne un’appassionata relazione, come da par suo, dal titolo “I giovani
e la fede tra ricerca, illusioni e incontri” nella sala-conferenze
dell’Istituto Sant’Anna di Matera, in occasione del convegno “I
giovani e la ricerca di Dio”, organizzato dall’Istituto Superiore
di Scienze Religiose Interdiocesano di Matera (Pontificia Facoltà
Teologica dell’Italia Meridionale).
La notevole formazione filosofica e teologica, l’esorbitante forza
oratoria, giammai sterile e inutilmente verbosa, unita ad una conoscenza
profonda dei contenuti, lungamente meditati, non lasciò
spazi a distrazioni, pur possibili, nell’uditorio, continuamente interpellato
dal fluire ricco e rigoroso dei pensieri del relatore. Eravamo
abituati al suo eloquio, alla sua contagiosa passione per il sapere,
tutt’uno con il suo impegno, con la sua dedizione alla “causa”,
che sembra trarre la sua forza da quel logos originario che rimanda
allo studio e alla ricerca, all’amore e all’alterità, in una parola, al
“Verbo”. Era invero già capitato di averlo ospite a Matera per altri
convegni.
Nonostante ciò, quel giorno, la vivacità del suo sguardo era penetrante
come mai, le sue rarefatte metafore particolarmente illuminanti, le
sue parole e lo svolgersi effusivo del suo pensiero straordinariamente
incisivi.
Durante la pausa ristoratrice, poi, sorseggiando di fretta un caffè
per la necessità di dover ripartire, al nostro invito a collaborare più
da vicino con la nostra rivista, che già aveva pubblicato un suo articolo,
la risposta fu immediata e positiva, senza indugi. Come se
non ci fosse tempo da perdere. Anzi accettò di far parte del comitato
scientifico e si mise a disposizione come revisore di eventuali articoli
da pubblicare. Non solo. Ci chiese a sua volta anche la nostra stessa
disponibilità per la sua rivista, la molto autorevole «Pedagogia e
Vita», che, da qualche anno, dirigeva insieme con Antonio Bellingreri
e Raniero Regni per un rilancio della stessa. Inutile dire del
nostro entusiasmo che, a ben pensarci, era il suo e che egli proprio ci
aveva trasmesso, come per fulmineo contagio.
Intanto, il professor Mari si accomiatò, con tanti progetti, l’ultimo
quasi fosse il più importante, quasi l’esclusivo; partì e ci lasciò
con un rinnovato ardore. Era di venerdì e il sabato doveva essere a
casa con i suoi cari.
Qualche giorno dopo, la tragica notizia. Un improvviso fatale
malore aveva colpito il caro Giuseppe, lasciandoci, assai presto4, in
un indescrivibile muto vuoto.
Questo numero, in Sua memoria, vuole essere solo un ringraziamento
alla persona e allo studioso. Insieme alla relazione da lui
tenuta quell’8 novembre a Matera, che molto probabilmente è l’ultimo
suo contributo alla pedagogia, curata da Maria Concetta Santoro,

vi è un bel saggio di Marisa Musaio, sua collega e amica dell’Università
Cattolica, che delinea un profilo pedagogico di Giuseppe
Mari; un sincero ricordo del professor Luciano Corradini, co-autore
con Mari del libro uscito postumo Educazione alla cittadinanza
e insegnamento della Costituzione, di cui pubblichiamo una
densa recensione di Silvia Lo Massaro. Segue un articolo dello scrivente,
sulla centralità della persona umana, questione molto cara a
Mari, costituendo uno dei fondamentali “vettori”, per usare un concetto
che lui ripeteva spesso, dell’educazione, e quasi ne attraversa lo
spirito dell’intera sua opera. Vi è infine un articolo del pedagogista
Emilio Lastrucci, che affronta una tematica, il paradigma indiziario
nel processo insegnamento-apprendimento della storia, che apre a
nuovi impulsi per l’indagine pedagogica.